Blog di NewlifeTango

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Il Tango Argentino

Questo spazio è dedicato alla divulgazione di informazioni, articoli ed interviste sulla storia del tango, dalle sue radici fino ad oggi.

La tradizione dell'Asado

FolklorePosted by Redazione 27 Jan, 2016 06:01PM


L'Asado è un piatto tipico nazionale che ha origine nelle sterminate praterie argentine, dove i mandriani gauchos avevano l’usanza di cucinare la carne del bestiame, presente tutt'ora in abbondanza nella Pampa. Le mucche qui mangiano tutto l’anno l'erba verde dei pascoli e vivono all'aperto garantendo una carne genuina, priva di ormoni, medicinali e antibiotici.

La caratteristica principale dell'asado sta nel metodo di cottura, tuttavia si tratta di molto più di questo, l'Asado nasconde un vero e proprio rito, che una volta durava anche 2 giorni consecutivi.
Il bestiame impalato sull'Asador (o Estaca) veniva cotto intero e arrostito su braci di legna di quebracho (un legno duro e pesante originario del Sud America che ha la capacità di bruciare in maniera stabile anche per 90 minuti consecutivi).

Oggi come un tempo l’Asador o Maestro Asador segue la cottura in maniera meticolosa controllando il calore della brace e il livello di cottura.

La pratica richiede costante attenzione, la carne viene girata una volta sola e non può essere bruciata, mentre il grasso, che colando crea una crosta saporita, deve essere controllato e il calore mantenuto costante. Man mano che la carne è cotta viene tagliata a pezzetti e accompagnata dal chimichurri (salsa a base di spezie) e da verdure grigliate.

Curiosità
Oggi, dei riti di una volta, rimane l’usanza dell’ Asada con Cuero, dove i tagli di una vitella vengono sotterrati in una fossa dove precedentemente aveva bruciato un fuoco per alcune ore. I tagli vengono coperti con una lastra di zinco, su cui vengono disposti dei tizzoni ardenti che rimangono accesi per alcune ore fino a cottura ultimata.

Dietro l’Asado c’è tutto il mondo della tradizione argentina. I tempi di preparazione lunghi e le origini rurali e semplici creano il clima ideale per i rapporti umani e per la celebrazione dell’amicizia.

Per chi desidera provare l'asado, la carne e le specialità argentine a Udine (Pradamano) c'è il ristorante "Patagonia" a gestione familiare argentina.

Buon appetito!

#folklore #pampa #asado #asador #argentina #gauchos



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“Il tango è una passione, è la mia vita, è tutto” Miguel Angel Zotto

PersonaggiPosted by Redazione 26 Jan, 2016 06:37PM



Eletto tra i tre più grandi ballerini di tango argentino di tutti i tempi, è colui che ha insegnato e diffuso il tango in tutti il mondo, ma Miguel Angel Zotto chi è?

Origini italiane (nello specifico lucane) impresse anche in quel cognome (trascritto con un errore dall’anagrafe argentina in Zotto, mentre originariamente era Zotta), maestro, coreografo, ma principalmente ballerino di milonga.

L’avventura di Miguel Angel inizia giovanissimo a Buenos Aires, quando rimane folgorato dall’atmosfera durante l’inaugurazione di una milonga e decide di intraprendere lo studio del tango argentino. Quella volta forse l'unico giovane di Buenos Aires.

“…ho iniziato a ballare il rock’n roll all’età di 11 anni, a casa però ascoltavo sempre il tango perché nella mia famiglia era un’abitudine. A 17 anni un amico mi portò all’inaugurazione di una milonga e rimasi folgorato! Decisi che anch’io avrei voluto ballare in quella milonga”

Negli anni successivi incontra e studia con diversi maestri: Rodolfo Dinzel, Antonio Todaro, Pepito Avellaneda, Juan Carlos Copes e Maria Nives, Carlo Estevez (Petroleo) e amplia il suo giro di conoscenze fino al 1981 dove decide di affittare e gestire un locale dove organizza delle milongas che proseguono per un anno circa (interrotte poi dalla situazione creatasi con la guerra della Malvinas e Fakland).

“Il mio tango ha avuto una grande evoluzione da quando ho iniziato a ballare, fino ad oggi”

Nel 1984 intraprende la carriera professionista ottenendo subito scritture di notevole importanza e 4 anni dopo avvia il progetto "TANGO X 2".

Lo spettacolo di Tango per gli argentini, il tango a teatro.

“Questa è una cosa interiore… quando sono arrivato sul palcoscenico mi sono accorto che era la mia vita. Non posso lasciarlo.”

E sempre nelle sue parole l’essenza di TANGO X 2:

“Il mio sogno era quello di realizzare uno spettacolo per argentini, l’argentino non poteva pagare un biglietto per vedere uno spettacolo per turisti! Era il 1998”

Sostenitore del Tango sociale, sottolinea anche nelle scelte teatrali questa esigenza di sviluppare e far conoscere le radici del tango.

Nel 2012, intervistato sullo spettacolo PURO TANGO, racconta:

“Lo spettacolo nasce dall’idea di mettere in scena i vari personaggi della storia del tango, attraverso travestimenti e proiezioni di video realizzati dal sottoscritto nel corso degli anni. Tutto il primo tempo è dedicato ai grandi milongueri del passato, a partire da El Cachafaz, ballerino emblematico che ha ballato fino al 1940…”

Sempre sulla linea che demarca ballo sociale e coregrafie teatrali :

“Il teatro è il teatro e la milonga è la milonga. Non bisogna confondere le cose. Il tango è un ballo sociale, nella milonga non si deve far niente, nessun gancho, niente di niente! Si deve ballare per l’altra persona, aspettarla, si deve camminare, creare una coreografia semplice, non è necessario di più, altrimenti la gente comune non potrebbe godere di questa danza… In tutti i miei spettacoli c’è sempre una coreografia di tango Salòn, semplice, affinché la gente si possa identificare”

Personaggio chiaro, lineare e maestro delle radici del tango argentino, ha racchiuso nella sua celebre frase “ il tango non è maschio, è coppia” uno dei concetti più profondi di questo ballo, che così spiegava nella rivista “El tanguero” di qualche anno fa:

"Ma quanto è importante la donna! Purtroppo la gente non lo capisce! Se ci soffermiamo a guardare una coppia che balla, ci accorgiamo che c’è un movimento che prevale tutto il tempo. Quel movimento lo fa la donna, quando gira il bacino nell’ocho indietro crea un movimento meraviglioso, che è il cuore di questa danza! Se ci fate caso il 100% delle coppie che ballando fanno l’ocho indietro e quello è l’inizio di tutte le possibili combinazioni che esistono nel tango in tutti gli stili: del tango della guardia veja, del tango canyengue, del tango del centro, del nord, del sud come di tutti… il tango è UNO. Ci sono diversi stili ma il tango è uno.
E l’ocho lo fa la donna, non lo fa l’uomo. Questa è l’importanza che ha la donna nel tango, come nella vita. Che cosa deve imparare l’uomo? A guidare l’ocho.”

E la camminata?

“Per camminare la cosa più importante è l’asse del corpo, l’eleganza, accarezzare il pavimento è il significato vero di camminare, non è fare una figura dopo l’altra….no, camminare un po’, camminare, mostrare.”

Uomo ed Artista che ha dedicato tutta la sua vita al tango argentino, lo salutiamo con queste sue poche ma esplicative parole sulle profondità interiore del tango:

“Perché è la storia di una coppia, è la storia della vita…”
Miguel Angel Zotto.


Contributi tratti da:

TangoMagazine - numero 3 gennaio 2007 - "Miguel Angel Zotto" di B. Spiladieri

El tanguero – numero 5 gennaio/marzo 2012 - "Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero" di H. Corpora e A. De Dominicis



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Francisco Canaro e la sua orchestra tipica

OrchestrePosted by Redazione 26 Jan, 2016 06:32PM

Il poeta Horacio Ferrer scrisse : …l’orchestra di Francisco Canaro conserva una sonorità inconfondibile…

Una sonorità inconfondibile

Inconfondibile perché, l’orchestra di Francisco Canaro, durante il suo mezzo secolo di esibizioni e registrazioni, rimase fedele ad una linea tradizionalista introducendo parallelamente il ritmo “el cuatro”.

Un ritmo nuovo dove i quattro tempi di ogni battuta vengono accentuati ma mantengono un’armonizzazione molto semplice, una sonorità unica e allo stesso tempo tradizionale e nuova.

Ma Francisco Canaro chi era?

Francisco Canaro, figlio di emigrati italiani (il suo vero nome è Francisco Canarozzo) nasce in Uruguay nel 1888 per poi, all'età di dieci, trasferirsi con la famiglia a Buenos Aires. La sua è una famiglia povera e da ragazzo Francisco lavora in fabbrica, di questo periodo sono anche i suoi primi ricordi come musicista:

“Da ragazzino, la maggiore aspirazione era suonare il violino, ma non avendo denaro per comprarne uno, mi fabbricai uno Stradivarius con una semplice latta d’olio; gli misi un manico di legno che formava il diapason, 4 chiavette, una cordiera, un ponte e, facendo dei buchetti con un chiodo, feci le orecchie e montai le corde, alla fine mi procurai un arco …”

Il suo ingresso nel tango argentino avviene grazie al direttore di una Orchestra Tipica, Greco e in pochi anni compone il suo primo brano di tango Pinta brava (1912)

La carriera a quel punto si avvia ad un processo inarrestabile fatto di composizioni, registrazioni e battaglie per i diritti dei compositori di musica il cui apice fu la fondazione della SADAIC (Sociedad Argentina de Autores y Compositores de Musica).

E l’orchestra di Francisco Canaro quando fa il suo ingresso nella Vecchia Europa?

L’Europa conosce l’orchestra di Canaro nell’anno 1925, quando una delegazione artistica si esibisce a Parigi. La delegazione è composta da Francisco Canaro e Agesilao Ferrazzano ai violini, Carlos Marcucci e Juan Canaro ai bandonèon, Fioravanti Di Cicco al piano, Rafael Canaro al contrabbasso e Romualdo Lomoro alla batteria. La delegazione, fortemente ostacolata dai sindacati francesi dei musicisti, varia la sua presentazione da "orchestra" a "numero di attrazione" e su idea di Francisco Canaro si esibisce con i vestiti tipici: da Gaucho i musicisti e da Paisana la cantante Asprela .

Questa caratterizzazione, negli anni successivi, influenzò il fenomeno di diffusione del tango argentino in Europa, che rimase associato per un lungo periodo all'uso di indumenti tipici.

L’orchestra di Francisco Canaro si forma durante gli anni dell’evoluzione musicale del tango con la delineazione dell’orchestra tipica e la variazione del tango verso ritmi più lenti e ricchi strutturalmente. Sono gli anni della Guardia Vieja, quando fino a quel momento la strumentazione e i ritmi erano legati all'esibizione in strada, gli strumenti erano per lo più trasportabili (chitarra, flauto, tamburi) e legati ad una musica con grosse influenze nere (congolesi) dai ritmi ossessivi e scanditi in maniera ripetitiva.

"El Pirincho" come veniva chiamata Francisco Canaro, per la capigliatura somigliante alle piume di un uccello argentino, rimase legato alla tradizione musicale africana.

Ascoltando la sua versione di "Milonga sentimental" (di Sebastian Piana 1931) possiamo riconoscere una habanera. La produzione di milongas dell’orchestra tipica di Francisco Canaro è infatti molto ampia e ancora oggi la sua prima produzione è molto gradita ai ballerini di canyengue.

La discografia stessa dell’orchestra tipica di Francisco Canaro, le cui prime registrazioni risalgono al 1915, è in assoluto la discografia più vasta che spazia tra tango, milongas, vals e folklore argentino. Naturalizzato cittadino argentino nel 1940, la maggior parte della sua produzione fu però nello stile salòn di quel periodo.

I cantores più importanti che ne hanno decretato il successo sono: Ernesto Famà, Roberto Maida, Francisco Amor, Eduardo Adrian.

Nel 1954 Francisco scrive "Mis 50 anos con el tango" la sua personale biografia dove emerge non solo il musicista, ma anche l’uomo con i suoi difetti: grande amante delle donne e con uno spirito festaiolo, dalla critica spesso diretta e sicuro di sé.

Es la última farra de mi vida, de mi vida, muchachos, que se va… (La última copa, 1926)

Muore a Buenos Aires nel 1964.


Testi tratti:

"Francisco Canaro" - a cura di Roberto Romano e Maurizio Lunghi - Intervento presentato durante Las noches de los Maestros al Teatro dell'Affratellamento.

"L’orchestra di Francisco Canaro" di A.Valente in "El tanguero" – Gennaio/Marzo 2012

"Francisco Canaro. Mis memorias". Di F. Canaro - Editorial Corregidor 1999



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